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Come cucinare il petto di pollo

Il petto di pollo è, sicuramente, una soluzione salva-tempo e molto versatile in cucina. Com’è noto a tutti, si tratta di una carne bianca a basso contenuto di grassi, dal buon rapporto qualità-prezzo e facilmente reperibile, sia nei piccoli punti vendita al dettaglio che nella Grande Distribuzione. Pur offrendo un risultato migliore in freschezza sotto il profilo organolettico, averne una piccola scorta in congelatore può rivelarsi un vero e proprio asso nella manica. Soprattutto quando non si sa che cosa portare a tavola, manca il tempo per fare la spesa o per preparare un pasto.

Ingrediente base di secondi e piatti unici, non richiede cotture prolungate né particolari accortezze riguardo la lavorazione, ma solo dei piccoli trucchetti da mettere in pratica al momento opportuno.

A questo punto, vogliamo darvi alcuni suggerimenti per esaltarne il sapore. Nel caso in cui, finora, qualcosa non abbia funzionato a dovere nel cucinare questo taglio, è arrivato il momento di porvi rimedio.

Petto di pollo: la resa in cottura parte da un buon acquisto


Dobbiamo scegliere bene la materia prima, rivenditori inclusi. A nostro avviso, è meglio dare la preferenza a carni avicole bio o provenienti da allevamenti non intensivi.

L’aspetto deve essere rosato e compatto, non filaccioso. Non deve presentare striature gialle di grasso (significa che è irrancidito) o aloni tendenti al grigio, indici di scarsa freschezza.

Attualmente, i supermercati più attenti alle esigenze del consumatore offrono delle buone opportunità. Tuttavia, un macellaio di fiducia si rivela insostituibile in un’ottica di acquisti a Chilometro Zero.

I segreti per cucinare bene il petto di pollo (e gustarlo)


Se il prodotto è stato messo nel congelatore, la soluzione migliore è spostarlo in frigorifero per 16 ore, altrimenti basta tirarlo fuori mezz’ora prima di mettersi ai fornelli.

Tagliarlo a fette, a bocconcini o a straccetti ed asciugare velocemente con carta da cucina. Dopodiché si può marinare oppure infarinare, impanare, preparare degli involtini, cucinare alla piastra o al forno, a seconda delle preferenze.

Analogamente ad altre carni, le regole sono essenzialmente quattro: tempi di cottura ridotti, padella o pentola ben calda, sale alla fine e consumazione immediata, poiché tende a raffreddare velocemente.

Cosa fare se la carne non si stacca?


Niente panico: durante i primi istanti, è del tutto normale. In questa fase si forma una sottile pellicola in superficie, che trattiene i succhi e mantiene la giusta morbidezza ad ogni boccone.

Quando la carne si staccherà dal fondo della pentola senza lasciare residui, è pronta per essere voltata dall’altro lato. In merito alle tempistiche, occorre da 1 a 3 minuti circa, a seconda delle dimensioni del taglio.

Per gestire questa operazione, potete usare una pinza, una spatola in materiale termo-resistente o, semplicemente, spadellare, se si tratta di piccoli pezzi.

Vino: quando metterlo?


Nel caso del petto di pollo, suggeriamo di non usarlo nelle marinature. La quantità di grasso presente in questo taglio non è sufficiente per bilanciare l’alcool e rischia di seccare un po’ troppo la carne.

Diverso è il discorso per la cottura in corso d’opera: fettine e bocconcini infarinati e rosolati in una padella unta in poco olio caldo avranno una consistenza cremosa, grazie all’aggiunta di un po’ di vino.

In tale situazione, basta regolare la fiamma ad intensità moderata e, soprattutto, permettere la completa evaporazione della parte alcoolica, per non dare al piatto un retrogusto acido.

Aromi e spezie per il petto di pollo


Rosmarino, salvia, alloro, ma anche prezzemolo, paprika, peperoncino, succo di limone, pepe e, ovviamente, l’aglio. Opportunamente dosati, non ne copriranno il gusto e non lo renderanno sgradevole, a patto di ricordare alcuni consigli:

• l’aglio ed il peperoncino non devono bruciare, per non rendere la carne amara;
• l’alloro non va tritato, ma unito intero nella marinata o in cottura e tolto al termine;
• usare il succo di limone appena spremuto;
• non esagerare con le quantità.

Infine, una raccomandazione sulle panature: impiegate in successione farina, uovo e pangrattato. E premete bene sulla superficie, senza paura di sporcarvi le mani!

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