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Vaccino Covid-19: Moderna vs. Pfizer

Il Covid-19 ha sicuramente finito per modificare tante abitudini quotidiane delle persone. La paura la fa da padrona da qualche mese e il vaccino sembra possa essere un primo passo per provare a superare questo problema sanitario a livello globale. Moderna e Pfizer sono le due aziende farmaceutiche che più si stanno spendendo per arrivare alla produzione di un vaccino che possa coprire una bella fetta della popolazione mondiale. Ecco tutto quello che occorre sapere, con un doveroso cenno su quelle che sono le caratteristiche di ognuno e le differenze tra loro.

Alcuni dubbi in merito ai vaccini Moderna e Pfizer


Essendo un argomento del tutto nuovo gli studi sono stati molto attenti per provare a capire i punti deboli del virus così da poterli neutralizzare. La prima cosa che va specificata è che proprio questa serie di studi che sono ancora in corso garantiranno una copertura vaccinale per oltre il 50% della popolazione dell’intero pianeta. Un elemento non di poco conto se si pensa che solo fino a qualche mese fa si sperava di riuscire a vaccinare una percentuale tra il 40 e il 50%. Tuttavia ci sono ancora dubbi che la scienza sta provando a chiarire per poter capire il profilo di sicurezza di un vaccino, così come previsto dall’iter di sperimentazione. I dati raccolti sono ancora pochi e quelli pubblicati sulle riviste scientifiche o dalle unità governative non sono ancora del tutto completi. Non si sa ancora, per esempio, quanto tempo ci vorrà per produrli e poterli distribuire concretamente. Il che vuol dire che non è certo facile poter dire che si tornerà ad una vita normale entro tot tempo: bisognerà aspettare che gli studi vadano avanti e portino a delle conclusioni soddisfacenti sotto questo punto di vista. La grande incognita comunque riguarda la capacità del vaccino non solo di prevenire il Covid-19, ma anche di riuscire ad evitare la trasmissione di questo stesso virus ad altre persone. Ecco perché c’è grande interesse attorno all’operato di due colossi come Moderna e Pfizer che hanno lasciato intendere che non è lontanissima la possibilità di avere un vaccino contro il Coronavirus.

La velocità di produzione


Un punto comune tra i vaccini prodotti dalle due aziende è il loro meccanismo d’azione: entrambi infatti sono vaccini a RNA, ovvero usano un identico approccio di iniezione di una parte del codice genetico del virus. Questo viene introdotto nell’organismo umano andando a scatenare una risposta immunitaria capace di far sviluppare memoria. Questo comporterà una minore aggressività del virus che verrà neutralizzato senza problemi dagli anticorpi umani qualora si abbia un contatto con un malato. La dose di RNA utilizzata dall’azienda Moderna è decisamente maggiore rispetto a quella di Pfizer, ed equivale a 100 µg. Questo potrebbe dunque influire sulla velocità con cui l’azienda potrebbe produrne grosse quantità di dosi, determinando un vantaggio tempistico notevole rispetto a Pfizer.

Alcuni dati relativi all’efficacia


Un aspetto rilevante a livello internazionale è senza dubbio quello dell’efficacia dei due vaccini. I dati parlano chiaro e sembra che sia il vaccino anti-Covid di Moderna che quello di Pfizer si aggirino intorno ad un 90% di efficacia. Elemento non da poco che sottolinea quanto il lavoro dei laboratori aziendali sia stato attento ad ogni aspetto.

Altri elementi simili e differenze


Per quanto concerne le forme gravi da Covid-19, i dati dicono che il vaccino Moderna può aiutare a prevenire le forme più gravi. Invece di quello Pfizer non si sa ancora nulla in merito.
Passando invece all’immunizzazione degli anziani, entrambi funzionano bene sulle categorie più deboli della società. Soprattutto, sembra che si riescano a prevenire efficacemente le forme gravi o addirittura mortali di infezione.
Discorso diverso per la conservazione, dato che il vaccino di Moderna si mantiene stabile ad una temperatura di -20°C per un massimo di 6 mesi. Il che significa che si può conservare all’interno di frigoriferi standard anche per un mese. Mentre il vaccino Pfizer ha bisogno di macchinari appositi dato che la temperatura di conservazione si aggira tra -80 e -70 °C, anche se si può conservare in frigo per 5 giorni al massimo.
Altro discorso di grande importanza è anche quello dei costi: sembra che il vaccino di Moderna sia più costoso e soprattutto ci sarà un quantitativo di dosi minore rispetto a quelli che sono stati garantiti da Pfizer. Ma su questo punto è bene aspettare ancora per capire quella che potrà essere la reale disponibilità vaccinale contro il Covid-19.

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