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Zara chiude 1200 negozi e punta sull’e-commerce

Inditex, il colosso spagnolo del settore moda che raggruppa brand famosi come Zara, Pull&Bear, Stradivarius, Bershka, Oysho, Zara Home, Massimo Dutti e Uterque, annuncia la chiusura di 1200 punti vendita (il 90% dei negozi) a livello mondiale.

Il gruppo è stato fondato da Amancio Ortega (ad oggi l’uomo più ricco di Spagna) nel 1975 quando apre il primo Zara nella città di A Coruña in Galizia e da allora ha sempre registrato un andamento positivo di crescita.

A causa del corona virus l’azienda multimilionaria ha registrato la perdita di 409 milioni di euro e ha annunciato una accelerazione della strategia commerciale sul potenziamento degli store online volto ad adattarsi alla nuova situazione economica.

Infatti mentre negli store fisici le vendite sono crollate del 44%, quelle online in aprile sono balzate del 95%. 

Inditex ha annunciato che investirà 900 milioni all’anno per i prossimi 3 anni per potenziare la piattaforma online e riorganizzare i negozi fisici con un investimento totale di 2700 milioni di euro.

Nella nuova strategia l’e-commerce aspira a rappresentare in futuro il 25% delle vendite totali del gruppo.

Per saperne di più sulla storia del gruppo Inditex clicca qui

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